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Da giugno si alza il sipario sul festival Suoni delle Terre del Monviso!


25/05/2024

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SUONI DELLE TERRE DEL MONVISO 2024

Occit’amo festival & Suoni dal Monviso

 

Si alza il sipario sul festival Suoni delle Terre del Monviso

 

Le Terre del Monviso amano la musica, nelle sue più diverse forme. I cori e le vocalità che risuonano lungo i valichi, cerniere che raccontano una storia e uniscono alle popolazioni alpine, e non solo, il suono popolare di ghironda e organetto che le attraversava a piedi, di Valle in Valle, portando con sé tante storie da narrare, da un lato. Ancora, le vocalità più pop e i grandi nomi della musica che, anno dopo anno, vengono portati in ambienti incontaminati accompagnati da un coro nato e cresciuto all’ombra del Re di Pietra. Suoni delle Terre del Monviso è l’unione di queste due anime di uno stesso territorio, è la visione (lungimirante) di fare rete per far conoscere luoghi di rara bellezza, paesaggi incontaminati, all’alba come al tramonto.

 

Prende il via da giugno Suoni delle Terre del Monviso, un contenitore nato dalla collaborazione tra l’Associazione I Polifonici del Marchesato, organizzatrice del Festival Suoni dal Monviso, e la Fondazione Amleto Bertoni, ente organizzatore per le TERRE DEL MONVISO di Occit’amo festival.

Un fitto programma (elaborato dalle due direzioni artistiche) di appuntamenti musicali che ha dato alla luce un calendario condiviso, con alcune date che vengono co-prodotte. 

«La Musica “Outdoor” nel cuore del Monviso si appresta a vivere la sua 20ª edizione – dice il direttore artistico di Suoni dal Monviso, Enrico Miolano. Per celebrare questo storico e prestigioso traguardo, i Polifonici del Marchesato hanno organizzato un’edizione speciale. In essa, infatti, oltre a far conoscere il territorio saluzzese e le nostre montagne attraverso eventi culturali e musicali di grande rilievo, verranno evidenziati tutti quegli elementi che hanno caratterizzato i due decenni di questa rassegna». 13 appuntamenti distribuiti nell’arco di 6 mesi, che vedranno impegnati 10 comuni, con afflusso stimato di circa 12.000 persone. «Daremo spazio: agli artisti di fama internazionale, ai giovani, ai cori, alle grandi produzioni sinfonico-corali e ai luoghi di alta montagna; il tutto con un’attenzione speciale: alle nostre comunità, alle famiglie e ai bambini, alle persone più disagiate e deboli, al nostro patrimonio architettonico e storico e alla sostenibilità ambientale». Tra le “perle” della stagione 2024, citiamo il concerto del cantautore Diodato (vincitore del Festival di Sanremo nel 2020 e fresco vincitore del David di Donatello per la categoria miglior canzone originale, contenuta nel film “Palazzina Laf”), che salirà sulle montagne di Paesana (in frazione Agliasco) domenica 4 agosto. Prima di lui, sabato 7 luglio, il Gruppo Vocale “The Swingle Singers”, uno dei gruppi a cappella più famosi e seguiti al mondo, sarà in concerto a Saluzzo, al Quartiere. Citiamo, infine il concerto proprio dei Polifonici, che torneranno ad esibirsi in città, insieme ai Musici del Marchesato, domenica 1 settembre, nel giorno di S. Chiaffredo, nello spazio aperto di Villa Belvedere, già Villa Radicati.

Quest’estate Occit’amo porterà il pubblico in un viaggio nelle stagioni alpine e di fondovalle. Le tradizioni musicali, i tempi in cui queste sono scandite, saranno il cuore di un festival che proverà ancora una volta a contaminare portando formazione per giovani e meno giovani, danze, linguaggi differenti da Italia, Spagna e Francia, da quelle terre occitane che dialogano e si confrontano costantemente. Arriveranno in Italia diversi autori e interpreti che racconteranno le terre dalla Spagna sino alla Slovacchia: Jesús Díez e Sergi Llena,  Voix De Dahu, Matus Kovar e Tomáš Bla┼żekeric, Eric Montbel & Fabio Rinaudo, Benjamin Melia.Non mancherà una grande attenzione alla sostenibilità attraverso una proposta inedita e curiosa, GREEN BIKE TOUR – PEDALANDO TRA LE STORIE, come una grande attenzione ai giovani, protagonisti anche di tappe del percorso organizzativo. Infine, tante le collaborazioni, a confermare la forza di un Festival che anni fa ha trovato la forza di unire e costruire ponti.

Eccoci allora a dare il via con la primavera, e la Prima Doc appena passata, per poi danzare al ritmo dei Falò di San Giovanni, vivere l’estate con il Festival e chiudere la lunga stagione estiva con l’autunnale Uvernada. Modi di intendere la socialità, l’incontro, la musica. Questa è Occit’amo 2024.

Lo Staff